gen 28, 2013
redazione

“Wonderful, Glorious”, il mondo giusto degli Eels

Il groove esplode, l’aria diventa elettrica e nelle pause si viaggia in mondi onirici. Ecco il nuovo lavoro di Mr. E e dei suoi Eels. Abbandonata la cupa riflessione di End Times e Tomorrow Morning il cantautore statunitense ritrova la carica dell’Hombre lobo, l’uomo lupo protagonista dell’omonimo album del 2009, e la racchiude in Wonderful, Glorious decimo album a nome Eels. Acido nei suoni con quel retrogusto garage anni, lo-fi quanto basta per viaggiare con la mente, sognante nelle pause Lennoniane, gli Eels, finalmente, trovano un equilibrio. Mark Oliver Everett, alias Mr E, finalmente si scopre con una sua band, dopo innumerevoli anni passati a scrivere e suonare in solitaria nel garage di casa eccolo oggi in compagnia di musicisti stabili, fidi compagni degli ultimi due anni di tour in giro per il mondo. Gli Eels diventano così band e la differenza si nota. Le chitarre di  The Chet e P-Boo, il basso di Koool Murder e la batteria di Knuckles contribuiscono a creare un suono uniforme, a tessere trame e a trovare soluzioni ammalianti in ogni passaggio. L’uomo lupo ritrova la grinta in “Bombs Away”, la malinconia si alterna all’energia in “Kind Fuzzy”. “Accident prone” si mostra nella classica veste Eels, una ballata simile a tante raccolte negli anni da Mr E ma sempre con un sapore diverso che apre la strada a “Peach blossom”, blues garage sognante con un finale in puro stile Eels. “On the ropes” è una classica ballata che conduce dritti alla floydiana “The tournaround”. Finita la pausa gli Eels ritornano alla carica con “New Alphabet” ma, soprattutto, la formidabile “Stick Togheter” con quel suo ritmo incalzante che ricorda i polizieschi anni Settanta. L’album potrebbe anche chiudersi qui, ma Mr E, si sa, è un’autore prolifico che non si ferma al compitino ma prova sempre ad andare oltre. Ecco così una “Open my present” che ricalca i primi Black Keys a “You’re my friend”, scarna, lo-fi ma sempre ammaliante. E il finale è tutto un mondo a parte. La title track, infatti, mischia le carte in tavola, mixando soul, rock e cori alla Beach boys. Altri mondi, verrebbe da dire, proprio come  la teoria degli universi paralleli che il padre di Mark Oliver, lo scienziato Hugh OLiver III,  mise nero su bianco anni  fa raggiungendo quasi la conquista del premio Nobel. Mark, però, deve aver compreso bene la teoria dell’illustre genitore e l’ha trasportata in musica. Ogni album degli Eels, infatti, è una progressione, un mondo parallelo che si apre ad altri mondi. Lasciata un po’ alle spalle la carica tragica  Mr E ritrova se stesso e forse, in tanto girovagare tra universi paralleli, ha trovato il mondo giusto e Wonderful, Glorious ne è la prova.

Pierpaolo De Lauro

https://soundcloud.com/#vagrantrecords/sets/eels-wonderful-glorious-album

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