mar 4, 2013
redazione

Iside, scandalosa e magnifica al museo Arcos

iside 010Il Tempio di Iside ha riaperto le sue porte questa mattina negli spazi rinnovati del Museo Arcos di Benevento, in via Stefano Borgia (angolo Corso Garibaldi)  dove i reperti egizi, testimonianza del culto della dea, sono stati trasferiti dopo anni di permanenza nei locali, più angusti, del Museo del Sannio. La nuova Sezione Egizia, contenente i resti del tempio pagano, sarà visitabile dal pomeriggio di oggi alle 18.00 nell’ambito della mostra  “Iside, la scandalosa e la magnifica. Viaggio nel mito tra reale e virtuale”. Il percorso della mostra ricostruisce un ideale viaggio iniziatico all’interno del Tempio di Iside fatto rivivere con l’aiuto della realtà virtuale e della tecnologia 3D. La mostra è stata presentata questa mattina durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte: il presidente della Provincia Aniello Cimitile, l’assessore alla cultura Maria Felicia Crisci, la consulente scientifica del Museo del Sannio Maria Luisa Nava e la Dirigente del Settore Cultura della Provincia Pierina Martinelli.Cimitile ha sottolineato l’uso delle tecnologie innovative del 3D, affidate alle eccellenze locali come SPIN VECTOR e ARGUZIA, per “offrire al passato e alle nostre radici di acquisire un percorso capace di accreditarsi e rivalutarsi agli occhi delle generazioni più giovani.”

“L’iniziativa”, ha proseguito Cimitile,” si inserisce  in una più complessa strategia di politica culturale dell’Ente Provincia che è finalizzata a riportare alla luce i gangli vitali della storia e dell’identità culturale locale e che presto si caratterizzerà anche con la donazione alla città di un’opera d’arte dedicata ad Arechi II, il principe longobardo che diede slancio alla capitale Benevento”. L’assessore Maria Felicia Crisci  ha sottolineato l’esigenza di rendere più consapevole la popolazione della  città e della provincia di Benevento, della straordinarietà del patrimonio culturale, artistico ed archeologico che il territorio custodisce e per il qual presto verrà istituito  un biglietto unico di ingresso in tutta la rete museale provinciale. La consulente scientifica Nava ha quindi ripercorso la straordinaria storia del Tempio d’Iside di Benevento .

Il Tempio di Iside  oggi scomparso, era situato, probabilmente, nella zona della città dove sorge l’attuale Duomo e dove sono stati ritrovati quasi tutti i reperti archeologici. Il santuario alla dea egizia fu elevato dall’imperatore romano Domiziano tra l’88 ed l’89 d.C. I reperti egizi rinvenuti a Benevento, relativi principalmente al tempio di Iside, rendono la città un unicum fuori dall’Egitto: è il luogo in Occidente che presenta la maggiore concentrazione di manufatti egizi originali, tenendo anche conto che la città è poco estesa e che il materiale proviene sostanzialmente dal solo Tempio di Iside. 42 reperti ritrovati, per la maggior parte si tratta di statue. Ci sono tre rilievi, un’iscrizione, un pilastro, sfingi, e statue raffiguranti gli animali sacri alla dea il falco, babuinio e il bue.

La nuova Sezione Egizia intende, dunque, valorizzare gli aspetti misterici, intimamente connessi al culto di una dea molto venerata nell’antichità e altrettanto controversa: dall’incontro/scontro del suo culto con quello cristiano  scaturì, probabilmente, il mito di Benevento città delle Streghe che ancora oggi caratterizza la città. Una figura, quella di Iside,  in cui convergono i poli opposti della natura umana e sopratutto di quella femminile : dolce e crudele, materna e lasciva, Iside fu dunque scandalosa e magnifica, come recita il titolo della mostra che a cui i giornalisti hanno potuto accedere in anteprima. Attraverso un percorso in 4 sale si assiste alla presentazione 3d di 3 video in cui viene presentato il culto della dea, la sua figura e il significato del suo mito. Dopo la ricostruzione cinematografica, recitata da attori locali  si passa alla visita dei reperti veri e propri e dei pannelli esplicativi che contengono le informazioni scientifiche. Se l’effetto spettacolare è assicurato dall’uso della tecnologia 3D si sente la mancanza, nei filmati visionati, di un po’ di apprfondimento storico/archeologico ma la ricostruzione accurata di ogni singola testimonianza, disposta secondo la originaria visione voluta dall’Imperatore Diocleziano nel III sec. d.C., rende la mostra un’esperienza imprescindibile per conoscere la Storia dell’antico culto di  Iside : scandalosa e magnifica perché in lei convivevano il bene, il male, la perversione e la grandezza, l’amore e la fermezza.

Nicola Castaldo

 

 

 

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